You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Ogden propone un'integrazione dei contributi della scuola kleiniana (nozioni di posizione schizo-paranoide e depressiva) con il concetto da lui coniato di posizione contiguo-autistica, in cui confluiscono numerose intuizioni e idee di autori quali Winnicott, Bick, Meltzer, Tustin. Gli eventi psichici cui si riferisce comprendono l'insieme di modalità sensoriali, di contatto, presimboliche che costituiscono il versante più arcaico dell'esperienza. Ogden considera queste modalità primitive come destinate a conservarsi lungo l'intero arco della vita accanto alle modalità schizo-paranoide e depressiva, in un rapporto di interazione dialettica. Si svincola così da una concezione genetico-evolutiva legata a troppo schematici riferimenti temporali. Nel suo lavoro di sintesi Ogden fa ampio riferimento ai contributi della scuola inglese e della psicologia osservativa del bambino, prestando al tempo stesso una costante attenzione al mantenimento di una visione coerente della totalità dell'organizzazione psichica. Lo studio di Ogden si estende, introducendo la nozione di rapporto edipico di transizione, all'evoluzione del complesso edipico maschile e femminile. Fornisce numerosi esempi di come la sua impostazione si rispecchi nella pratica clinica, con una particolare attenzione per il primo rapporto analitico. (P.G.B.).