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Questo pregevole volume contiene, in prima traduzione mondiale, direttamente dall'ungherese, una raccolta dei principali scritti preanalitici di S. Ferenczi , in gran parte comparsi sulla rivista medica progressista Gyogyaszat (Terapia), diretta dal suo primo mentore, M. Schaechter cui lo legava un «amore
filiale» (p. XIV), come ci precisa J. Meszaros. Questa iniziativa editoriale costituisce un ulteriore segnale del revival di cui l'opera del più creativo allievo di Freud sta godendo – celebrata ad esempio a New York nel maggio 1991 con un convegno dal titolo «The theoretical and clinical contributions of Sandor Ferenczi»; così come testimonia dell'attività promozionale portata avanti dalla Sandor Ferenczi Society, fondata a Budapest nel 1988, presieduta da G. Hidas – a cui si deve la presentazione di questo volume, e che sta ora preparando un grosso convegno per i 50 anni della morte dell'analista ungherese (Budapest, 18-21 luglio ). In questi scritti, che vanno da «Spiritismo» del 1899 a «Il disturbo maniaco-depressivo in una prospettiva soggettiva» del 1908, ben si rispecchia sia la vastità degli interessi di Ferenczi, che la sua arguzia ed il piacevole stile letterario. Evidente è anche l'interesse per il rapporto tra vita sessuale e psicopatologia (cfr. ad esempio l'originale articolo del 1901 «L'amore nella scienza») che lo porterà ad abbracciare – tramite il collega Stein e C.G. Jung – la psicoanalisi di Freud. Numerose sono anche le recensioni (ad esempio del volume del nostro De Sanctis sui sogni), che ci consentono di farci anche un'idea più precisa del livello di scambio e di dibattito dell'epoca. Chiude il volume una pregevole nota di Casonato «Sulla traduzione italiana di Ferenczi» – mai finora effettuata dall'originale ungherese o tedesco. (M.C.)