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La rubrica affronta argomenti controversi sui quali aprire un dibattito. Due volte per ciascuna annata verrà pubblicato un contributo che introduce il «tema» prescelto nelle sue linee generali. Nel numero successivo verranno pubblicati nella rubrica alcuni interventi sul tema, richiesti dai curatori. Gli interventi dei lettori saranno pubblicati nella rubrica «Dibattiti».
In questo numero pubblichiamo un intervento di Roberto Speziale-Bagliacca che riprende il tema dell'importanza del sesso dell'analista già dibattuto da Giampaolo Lai sul n. 4, 1992 e da Billa Zanuso sul n. 2, 1993 di questa rivista.
Riflettendo sugli stimoli sollevati da Billa Zanuso, è sorta naturale in me l'impressione che il discorso sul genere dell'analista sia sterminato e spazi lungo un arco che dall'inusitatum et manifestum, cioè dall'ovvio, arriva all'inconoscibile. Sorprendentemente intatta mi appare la sua capacità di smascherare i pregiudizi che ci continuiamo a portare dentro, malgrado gli sforzi. A un certo punto ci viene ricordato Freud che onestamente dichiara la sua difficoltà a porsi come oggetto transferale materno e ad evocare conflitti preedipici nelle pazienti (e nei pazienti maschi?, viene da aggiungere). Ciò mi riporta a circa trent'anni fa, quando iniziai ad occuparmi di psicoanalisi. Non pochi analisti allora chiedevano,