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Due provocazioni subito, prima di aprire l'involucro cellofanato: il titolo del libro (quale attinenza potrà mai avere l'XI° canto dell'Iliade con le «attuali problematiche…»?) e la combinazione libro-videocassetta. Vedremo che entrambe non riguardano solo questioni di forma, ma derivano da considerazioni inerenti al problema. Il saggio di Merini parte da Omero perché è nell'Iliade che possiamo trovare la prima descrizione di una relazione medico/paziente della letteratura occidentale: quella fra Euripilo, ferito ad una coscia, e Patroclo che si prende cura di lui; e in questa descrizione sono già contenute le due componenti fondamentali dell'agire medico: quella della conoscenza scientifica e abilità tecnica (incidere la coscia, detergere la ferita, applicare i farmaci…) e quella umanitaria («non lascerò te, così sofferente»). La seconda componente è stata a lungo studiata e descritta con tecniche conoscitive ed apparati concettuali propri delle scienze umane, quindi omogenei all'oggetto: il libro di Balint The doctor, his patient and the illness esce in Inghilterra e negli Usa nel 1957, il trattato di Psicologia Medica di Schneider (che dedica un intero capitolo allo studio del rapporto medicopaziente)