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«Il sonno dell'analista, la reazione di sonnolenza nel controtransfert»: Zwiebel, psicoanalista didatta dell'Alexander-Mitscherlich-Institut a Kassel e docente di psicoterapia a Bielefeld in Germania, propone sotto questo titolo un originale approccio per riflettere su un argomento «complesso, ambiguo, cangiante e molto soggettivo». Da una sua statistica personale risulta che nel circa 13% delle sedute può avvenire una reazione di sonnolenza nell'analista, il vero e proprio addormentamento è raro, anche se non escluso; alcuni pazienti indurrebbero tale reazione con maggior frequenza di altri. Zwiebel vede la sonnolenza in primo luogo come un tentativo dell'analista di abbandonare la posizione analitica per sfuggire così dai paradossi fondamentali insiti in essa (come p.e. da quello che descrive Pontalis come «vicinanza con un estraneo»). I pazienti che maggiormente stimolerebbero la reazione di addormentamento possono essere caratterizzati da disturbi del Sé, da problemi nella comunicazione degli affetti e dalla tendenza ad instaurare relazioni oggettuali arcaiche o primitive. Zwiebel individua come principale meccanismo di funzionamento quello dell'identificazione proiettiva, in particolare quando questa comporta una «inversione dei ruoli»: verrebbero così messe «in scena», sul palcoscenico della relazione, situazioni in cui l'analista vive i desideri e bisogni frustrati da un Altro inaccessibile, non empatico o assente. (U.W.)