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Attingendo alla cornice teorico-pragmatica che il lettore può trovare sviluppata in testi come il classico Lavoro, creatività e giustizia sociale di E. Jacques, Esperienze di psicosociologia (a cura di R. Carli e L. Ambrosiano, ) e Psicosociologia delle organizzazioni e delle istituzioni (R. Carli e R.M. Paniccia, ), Giovanni Guerra (docente di psicologia alla facoltà medica di Firenze) affronta il tanto
attuale tema del cambiamento dei nostri sistemi sanitario e ospedaliero in un'ottica interdisciplinare ed innovativa, proponendo una risposta di alto livello professionale al quesito: «Basterà un'azione economica rigorosa, per quanto severa e dolorosa, per sanare la Sanità?» (p. 11). Chiaramente no. Ecco allora la ricerca di nuove chiavi di lettura di questa complessa realtà sociale, con particolare riguardo per la divaricazione - e lo spazio che si apre - tra vincoli organizzativi e dimensione operativa soggettiva, laddove «l'obiettivo è di fornire agli stessi protagonisti della vita ospedaliera gli strumenti di analisi per conoscere la realtà in cui operano» (p. 13). È così che dopo aver - nel primo capitolo - introdotto, in maniera globale, «lo stato della questione», ed aver fornito - nel secondo capitolo - «elementi di analisi organizzativa» (tra cui «l'ambiguità del concetto di produzione in ospedale»), l'autore tratta, nel capitolo successivo, «il sapere medico», le cui caratteristiche determinano le posizioni degli attori sociali all'interno dell'ospedale e vincolano le possibilità di sviluppo. In questione sono dunque «i medici» (confrontati con «la questione della managerialità» e la «progettazione della professionalità»), «il personale infermieristico», e «i malati», che sono al centro dei tre capitoli seguenti. Quali le «linee di sviluppo» che possiamo dedurne (cap. 7)? L'andare verso una «professionalità forte», e cioè «una professione in grado di riprogettarsi … in grado di riflettere sulle proprie determinanti istituzionali» (pp. 165-166). Infine, c