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Questo libro (vedi scheda su Psicoter. Sc. Um., 2, , p. 140) è interessante in quanto descrive la terapia dei vari disturbi psichiatrici da un punto di vista
psicoanalitico ma seguendo fedelmente la griglia diagnostica del Dsm-III-r. Comprensibilmente sta avendo un certo successo di vendite, essendo già alla terza edizione italiana, e negli Stati Uniti sta uscendo un secondo volume che probabilmente verrà anch'esso tradotto. Va ricordato che quando uscì il Dsm-III comparvero presto sul mercato vari manuali di terapia psichiatrica organizzati secondo il Dsm-III, come quello a cura di Greist, Jefferson, Spitzer (Treatment of Mental Disorders, Oxford University Press, ), oppure quello a cura di Reid, Balis, Donaldson (Treatment of Dsm-III Psychiatric Disorders, ), e così via; in ambito psicodinamico, uscì il libro di Perry, Frances, Clarkin (A Dsm-III Casebook of Differential Therapeutics, ), che però era solo una raccolta di casi clinici. Ora è uscito questo più ambizioso trattato di psichiatria dinamica di Gabbard. Può essere considerato quindi una sfida al vincente establishment della psichiatria biologico-descrittiva, per dimostrare che la psicoanalisi può avere ancora un suo ruolo e soprattutto una influenza sul training degli psichiatri. Ma ritengo che in realtà questo libro, al pari di altri fenomeni che stanno avvenendo nella psichiatria americana (si vedano anche le posizioni autocritiche prese da J. Strauss negli ultimi anni), possa far parte di un tentativo di aggiustamento da parte dello stesso establishment psichiatrico per correggere alcuni effetti della diffusione del Dsm-III: eccessiva imitazione degli aspetti deteriori del modello medico con esclusiva attenzione ai sintomi e alla cura farmacologica, dimenticando il rapporto interpersonale e la «persona» che sta dietro ai sintomi.
Il libro infatti è stato commissionato all'autore (che è direttore del prestigioso Menninger Memorial Hospital di Topeka, fucina di varie generazioni di psicoanalisti america