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Basandosi sull'esame di alcuni testi editi e inediti di Freud, e soprattutto su Totem e tabù, l'autore propone un modo di intendere il rapporto tra Freud e la religione, che a suo avviso tende curiosamente ad apparire e a scomparire nelle ricerche freudiane. In questo senso, Freud non sarebbe solo un critico, un osservatore e uno studioso della religione, ma sarebbe un «religioso» in quanto offre a fianco di una spiegazione del mondo e della storia ad opera della religione ebraico-cristiana, un'altra spiegazione, di cui fornisce alcuni momenti costruttivi capaci di essere elaborati in forma dottrinale, ma che lascia imprecisi, come elementi di un'antropologia appena abbozzata.