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Scopo di questa rubrica è quello di facilitare la verifica della coerenza tra prassi clinica e riferimento teorico in modo che una particolare attenzione alle eventuali modifiche tecniche al riferimento teorico e ai parametri introdotti nella situazione clinica, possa evidenziare modi teorici che richiedono ulteriore elaborazione e/o un'ulteriore sistematizzazione della teoria. La rubrica è costituita da:
presentazione di un trattamento o di una situazione clinica secondo lo schema che l'autore riterrà più opportuno ai fini di esplicare i propri riferimenti teorici (massimo 15 cartelle di 2.000 battute);
interventi dei curatori della rubrica o da essi sollecitati per la discussione del caso (massimo 5 cartelle di 2.000 battute);
contributi dei lettori e dibattito (massimo 3 cartelle di 2.000 battute).
Tutti i contributi vanno inviati in tre copie dattiloscritte. In questo numero pubblichiamo quattro interventi sul caso presentato sul n. 4, 1993 e commentato sul n. 1, 1994 di questa rivista, nonché la risposta di Paolo Migone ai commenti ricevuti. Pubblichiamo inoltre un intervento sul caso Michele, presentato sul n. 4, 1992 e commentato sui nn. 1, 2 e 3, 1993, di questa rivista.
Possiamo guardare al caso clinico presentato da Paolo Migone focalizzando la nostra attenzione in primo luogo sulla sintomatologia, che riguarda in sostanza i comportamenti patologici del paziente, colti nella loro fissità o nelle loro modificazioni.