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Alla presentazione del libro faremo seguire un confronto con il trattamento dei disturbi borderline proposto da Otto Kernberg. Infatti il paziente con un disturbo di personalità presenta sia una diffusa patologia della sfera affettiva e cognitiva che manifestazioni disfunzionali del comportamento. Per queste ragioni nel trattamento di tali pazienti sembra potersi trovare una buona occasione per un confronto metodologico, sia teorico che pratico, tra indirizzo psicoanalitico (vedi su Psicoter. Sc. Um. n. 1, 1994 la panoramica della più recente letteratura sull'argomento a cura di Fabiano Bassi) e indirizzo comportamentistico, e sul loro eventuale uso sinergico. Abbiamo scelto il modello di Kernberg, tra i vari modelli di approccio psicodinamico proposti in letteratura, per la sua importanza ed influenza sulla psicoterapia dei borderline e, soprattutto, in quanto abbiamo avuto entrambi la possibilità, in qualità di visiting fellow, di lavorare al New York Hospital, di cui Kernberg è direttore medico. In uno dei reparti dell'ospedale specializzato nel trattamento dei disturbi borderline, il seven south diretto da Charlie Swenson, è stato adottato da circa tre anni un modello di cura che prevede l'affiancamento alla tradizionale terapia individuale di tipo analitico di un programma di trattamento psicoeducazionale di gruppo mutuato dal manuale di Marsha Linehan, e di un insieme di interventi di milieu anch'essi di derivazione comportamentistica. Questa esperienza costituisce a nostro avviso un prezioso laboratorio di psicoterapia.
Presentare il libro di Marsha Linehan significa soprattutto spiegare in che