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Questo volume trae origine dal simposio sull'eredità di Ferenczi tenutosi nel maggio 1991 alla New York Academy of Medicine, che aveva visto per la prima volta riuniti colleghi americani ed europei interessati a rivisitarne l'opera e a metterne in luce la rilevanza per la psicoanalisi contemporanea, a seguito della larga risonanza avuta dalla recente pubblicazione del Diario clinico. Mentre i curatori, entrambi membri del comitato editoriale della nuova rivista Psychoanalytic Dialogues, fondata e diretta da S. Mitchell, introducono quest'antologia rivendicando a Ferenczi il ruolo di pioniere del nuovo orientamento relazionale, S. Shapiro e M. Bacciagaluppi ne mettono in evidenza l'importanza cruciale nell'evoluzione della psicoanalisi interpersonale, attraverso l'influenza da Ferenczi esercitata rispettivamente su C. Thompson e E. Fromm (cfr. Psicoter. Sc. Um. n. 4, 1992, dove è compresa la traduzione dell'intervento di Bacciagaluppi col titolo «L'influenza di Ferenczi su Fromm»). Tra i contributi a carattere esclusivamente storico si segnala invece quello dell'ungherese J. Meszaros, sul periodo preanalitico (di cui ha curato, insieme a M. Casonato, la pubblicazione dei maggiori scritti) e quello di C. Fortune, che ci rivela l'identità della paziente Rn, l'americana Elisabeth Severn, colei cioè che aveva portato Ferenczi ad intraprendere la strada dell'analisi reciproca. Quanto la ricerca tecnica di Ferenczi sia stata importante per la psicoanalisi europea emerge infine chiaramente dai contributi di A. Haynal (il curatore del carteggio Freud/Ferenczi, di cui si segnala anche La technique en question del ), di J. Dupont, centrato attorno all'opera di Michael Balint di cui è nipote ed esecutrice letteraria, e infine di H. Stewart, che ne discute l'influenza nell'ambito del middle group inglese. I sedici contributi di cui questa antologia si compone, e tra i cui autori si annoverano inoltre J. Gedo, G. Hidas, A. Hoffer e A. Rachmann, testimoniano una coralità di intere