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E questa l'edizione italiana del terzo degli otto volumi degli Schriften aus dem
Nachlass (Scritti postumi) di E. Fromm , usciti tra il 1989 e il 1992 a cura di R. Funk, già curatore della sua opera omnia in dieci volumi, nonché esecutore letterario di Fromm. Essa va ad affiancarsi a Da avere a essere. Tutti gli scritti esclusi da «Avere o essere?», l'edizione italiana del primo volume della serie, da Mondadori pubblicato nel 1991, di cui questa rivista aveva anticipato due lunghi brani («L'analisi transterapeutica» e «L'autoanalisi») nella traduzione di M. e M. Bacciagaluppi (cfr. Psicoter. Sc. Um. n. 2, , pp. 65-89). «La comprensione dell'inconscio dell'individuo presuppone e richiede l'analisi critica della sua società», aveva testualmente scritto Fromm ne La missione di Sigmund Freud (; trad. it., , p. 128): nonostante un tale assunto sia evidente già nell'articolo del 1935 «Il condizionamento sociale della terapia psicoanalitica», e sia ripetutamente tematizzato nella sua ricchissima opera, è proprio in questi scritti postumi che esso trova la sua più libera ed articolata espressione e sistemazione. Quattro sono i capitoli in cui Funk ha organizzato il materiale del presente volume: «Il mio approccio psicoanalitico», «La revisione dialettica della psicoanalisi», «Sessualità e perversioni sessuali» e «Il presunto radicalismo di Herbert Marcuse». Per dare un saggio del suo stile di scrittura, ecco come Fromm conclude il primo capitolo: «La fittizia contrapposizione tra indirizzo culturale e indirizzo biologico è in parte espressione della generale tendenza a incasellare le idee in comodi cliché, invece di comprenderle, e in parte risponde all'ideologia della Società Internazionale di Psicoanalisi, organizzata su base burocratica, nella quale vi sono membri e simpatizzanti che evidentemente hanno bisogno di un'etichetta alla portata di tutti per razionalizzare la loro avversione alle idee di quegli psicoanalisti convinti che la psicoanalisi sia incompatibile con