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Con la pubblicazione del secondo volume del trattato di Thomä e Kächele i lettori italiani possono disporre integralmente di un'opera per alcuni aspetti unica nel suo genere, in cui la pratica clinica viene posta in relazione con l'evolversi e il differenziarsi dei principi teorici di base e con il parallelo sviluppo di altre discipline, in modo da cogliere costantemente la problematica attuale nella sua prospettiva storica. Come trattato, non è sistematico; si rivolge a lettori già esperti, dai quali esige una buona conoscenza dei temi fondamentali e una cultura psicologica, filosofica e nel campo delle scienze sociali di un certo spessore per poter pienamente apprezzare la fittissima trama di rimandi e di approfondimenti presente, soprattutto, nel primo volume. Dando spazio, ovviamente, ai contributi degli autori di scuola tedesca, ogni indirizzo teorico è valutato criticamente e in relazione ad una prospettiva generale, mettendo, ove possibile, in luce gli elementi di convergenza. L'edizione italiana contiene le aggiunte dello psicoanalista cileno Juan Pablo Jiménez, concordate con gli autori per l'edizione in lingua spagnola e riguardanti alcuni contributi di autori kleiniani, soprattutto latino-americani.
Fin dal primo capitolo, dedicato allo stato attuale della teoria, si colgono chiaramente le linee guida che caratterizzano l'impostazione degli autori. Se da un lato essi prendono posizione a favore della necessità di una teoria esplicativa, invitano anche ad evitare una sopravvalutazione della metapsicologia. Allo stato