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Rispetto ad un'aumentata richiesta di libri sulla patologia borderline, è semplice concludere che i pazienti borderline sono difficili da trattare e il loro trattamento è causa di grosse difficoltà per i terapeuti. Questo libro però è diverso dagli altri perché si affida a dati empirici per poter meglio comprendere e trattare tale patologia. È scritto da esperti che operano in un settore sempre in evoluzione, e in esso troviamo i dati delle più approfondite e attuali ricerche nonché le scoperte cliniche più recenti sull'eziologia e il trattamento. Il libro è diviso in due parti, una appunto sull'eziologia e l'altra sul trattamento, ed ognuna di esse viene chiusa da una overview critica della letteratura. Gli autori sono tutti noti studiosi della patologia borderline. Vi spiccano, nella parte dedicata all'eziologia, Stone, Perry, Clarkin e Otto Kernberg, e in quella relativa al trattamento, McGlashan, Gunderson, solo per citarne alcuni. Nell'affrontare le teorie sull'eziologia della patologia borderline da un lato bisogna considerare i problemi generali relativi alla scoperta delle cause di ogni condizione psichiatrica, dall'altro bisogna riferirsi agli specifici problemi riguardanti le origini di un disturbo di personalità. È inoltre necessario decidere quale specifico aspetto della ricca patologia borderline debba essere considerato come fondamentale o prototipico del disturbo e quali fattori causali si è disposti a ricercare e scoprire nel valutare una patologia che è comunque definita arbitrariamente. Se si definiscono i borderline focalizzandosi sui sintomi affettivi, probabilmente troveremo meccanismi affettivi che stanno alla base del disturbo. Se si definiscono a partire da sintomi dissociativi e da comportamenti autodistruttivi troveremo probabili esperienze di abuso infantile sottostanti il disturbo. Se li definiamo in base al loro comportamento impulsivo, potremo collegare l'impulsività a sintomi clinici e a meccanismi del cervello. Essenzialmente, anche q