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Il libro nasce dal riconoscimento dell'importanza cruciale che ha il contratto terapeutico nel trattamento dei pazienti borderline. Gli autori, nello sviluppare l'approccio a questi pazienti elaborato e descritto in Psychodinamic Psychotherapy of Borderline Patients da Kernberg, con cui collaborano, sottolineano le implicazioni pratiche del contratto, illustrando come esso fornisca un microcosmo strutturante il mondo interno del paziente. Nel capitolo introduttivo gli autori, dopo aver affermato essere questo il primo libro del tutto dedicato al problema del contratto terapeutico con il paziente borderline, passano ad una rassegna della patologia relativa al problema. Nei capitoli successivi discutono il concetto di contratto terapeutico nella psicoterapia in generale, per poi analizzarne la più specifica natura e le sue funzioni nella psicoterapia psicodinamica dei borderline. Nel quarto capitolo vengono ripresi i principi e le tecniche che definiscono il setting nei quali le dinamiche dell'interazione con il paziente tendono ad interferire con gli sforzi del terapeuta di raggiungere una soddisfacente comprensione, assieme al paziente, delle condizioni del trattamento. Passano poi nel quinto capitolo ad esaminare le specifiche domande che gli studenti e i colleghi in supervisione pongono più frequentemente. In seguito vengono presentate due sedute in cui si stabilisce e definisce il contratto, quali esempi di modi molto diversi, ma tipici, di come i terapeuti a volte perdano il contatto con le basi concettuali del contratto. Segue l'illustrazione di un caso trattato per due anni, prendendo a campione quelle sedute nelle quali è possibile osservare come si sviluppa il ruolo del contratto durante la terapia. Nel capitolo finale viene presentata una ricerca sui fattori correlati all'alta incidenza di terapie con borderline che finiscono con l'abbandono della stessa. I risultati mettono in luce che un ben definito contratto terapeutico è associato con una più bassa pro