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Un libro raro, perché strumento di lavoro insolito e prezioso, e allo stesso tempo lettura interessante. Il corpo in fame è infatti un'esplorazione a tutto campo dell'universo dei disordini alimentari, presenti nella nostra società in misura sempre più allarmante, sia nella variante dell'anoressia che in quelle della bulimia. A differenza delle molte trattazioni disponibili sull'argomento, la Lavanchy non ci propone una teoria compiuta o una storia emblematica, bensì un'indagine approfondita su tutti gli aspetti e i risvolti del problema, psicologici, biologiconeurologici, culturali, sociali e anche legali. Uno degli intenti del libro è sicuramente quello di offrire a dei lettori non specialisti, quali genitori e insegnanti o gli stessi interessati, una mappa per cominciare ad orientarsi in quella che sembra essere una «terra di nessuno» e conoscere le proposte terapeutiche possibili e disponibili. Ad un altro livello, gli addetti ai lavori, psicologi e psicoterapeuti, possono trovare delle informazioni utili e indicazioni anche di tipo medico di cui è assolutamente necessario tenere conto in questi casi. Ma il libro rappresenta anche - e questo è ciò che lo rende più autentico - l'occasione per una riflessione personale e approfondita di una psicoanalista che cerca di confrontarsi con l'enigma di questi disordini, e in particolare dell'anoressia: disturbo di ordine psicologico o scompenso biochimico oppure disagio e scelta esistenziale? Sappiamo che la psicoterapia di queste pazienti, perché soprattutto di giovani donne si tratta, è una sfida difficilissima, anche per tutte le implicazioni che comporta - alimentazione forzata, rapporti con la famiglia - le quali richiedono un atteggiamento flessibile e realistico, disponibile alla collaborazione con altre figure professionali. Quai è allora la posizione auspicabile da parte del terapeuta?
Le teorie possono servire fino ad un certo punto; mai come in questi casi è determinante la capacità di ascoltare e coniugare il