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«Psicoterapia in mutamento - dalla confessione alla professione». Alcuni colleghi svizzeri ritengono che sia l'attacco più feroce sferrato alla psicoanalisi da molti anni; Mertens (autore di un noto trattato di terapia analitica) risponde con un volume scritto appositamente. Al momento non c'è praticamente pubblicazione di lingua tedesca che non prenda posizione o non faccia riferimento alla «Grawe-Studie»: un aspro confronto teorico professionale e politico intorno all'efficacia e la paragonabilità dei diversi metodi di psicoterapia. Grawe è professore di Psicologia Clinica all'Università di Berna, si occupa da tredici anni di ricerca valutativa nel campo della psicoterapia - con fondi del governo svizzero -, ed è coautore di uno studio commissionato dal governo tedesco in materia di una legge sulla psicoterapia. Il suo libro, che ha suscitato il dibattito, contiene una meta-analisi di 897 lavori di ricerca valutativa. Per essere considerati, i lavori dovevano riguardare almeno quattro pazienti adulti, affetti da un problema clinicamente rilevante, trattati psicologicamente per almeno tre sedute, e contenere una misurazione dei cambiamenti, in confronto con un gruppo di controllo. Per quanto riguarda la terapia analitica, Grawe conclude che esisterebbero delle documentazioni di efficacia, ritiene però che le terapie cognitive e behavioristiche sarebbero significativamente più efficaci, che questo fatto verrebbe ignorato dai terapeuti stessi e non sarebbe per nulla giustificata la larga diffusione della psicoanalisi nelle Facoltà di Medicina tedesche. Dato il peso, non solo materiale, dell'opera di Grawe, essa sarà oggetto di successive considerazioni in questa sede. (U. W.)