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Ogden descrive l'identificazione proiettiva come un fenomeno reale più che come un concetto teorico. La concepisce nel senso più ampio, come una complessa dinamica di elementi intrapsichici e interpersonali che si estende fino ad includere il concetto bioniano di contenimento. Dopo una sintesi delle principali posizioni psicoanalitiche sull'argomento, Ogden illustra l'influenza di un'eccessiva identificazione proiettiva sullo sviluppo, e formula una serie di riflessioni personali sulla natura del conflitto schizofrenico e sul trattamento dello stato schizofrenico di non-esperienza. Si interessa soprattutto delle implicazioni che riguardano la tecnica psicoterapeutica e anche il coinvolgimento delle varie figure professionali impegnate nel trattamento in ambiente ospedaliero. Ogden, ben noto per le sue concezioni sulle prime fasi dello sviluppo (posizione contiguo-autistica), pubblicò questo testo nel 1982, mentre questa edizione italiana fa riferimento alla ristampa del