You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
La etnopsicoanalisi, sorta nell'ambito culturale tedesco, costituisce una linea di sviluppo fra le più interessanti della cultura psicoanalitica. Questa «Introduzione nella Etnopsicoanalisi» vuole porre un freno al rischio che «molti ne parlino senza conoscerla veramente» (p. 5). Reichmayr, docente di psicologia all'Università di Klagenfurt (Austria), ripercorre le tappe storiche che passano dalla controversia fra Jones e Malinowski, da Géza Róheim alla ricerca americana, per arrivare alle opere di Parin, Morgenthaler e Parin-Mattèy i quali per la prima volta avevano impiegato il metodo psicoanalitico nella ricerca etnologica. I loro lavori presso i Dogon e gli Agni in Africa Occidentale hanno mostrato che la psicoanalisi può essere adatta per la comprensione di persone appartenenti a culture extraeuropee. L'ultima parte del libro è dedicata all'impiego della etnopsicoanalisi nella «cultura propria», per esempio in ricerche su tre generazioni di donne in un paesino svizzero, sulla funzione della «piazza» in una località dell'Italia meridionale o sull'educazione dei bambini nelle due Germanie (quando erano ancora divise). Un libro che, proprio per il suo carattere informativo, meriterebbe una traduzione in lingua italiana. (U.W.)