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Il volume di Lanternari, uno dei decani dell'antropologia italiana e fra gli autori più noti al di fuori dei nostri confini, raccoglie scritti già pubblicati negli ultimi anni ma qui ridisposti per offrire al lettore un panorama esaustivo della ricerca contemporanea sul problematico intreccio fra quelle dimensioni della malattia che danno appunto titolo al volume. L'attuale contesto, contrassegnato dalla crescente consapevolezza della pluralità dei modelli terapeutici e delle domande di cura, obbliga infatti a ripensare i profili della sofferenza e della terapia, dei linguaggi e delle logiche che le contraddistinguono nelle diverse culture, e invita a costruire - ben oltre gli orizzonti disegnati dagli usuali curricula formativi - una maggiore consuetudine con le categorie dell'etnografia, dell'etnomedicina e dell'etnopsichiatria. Lanternari ripropone a questo scopo alcuni tra i più decisivi passaggi teorici di queste discipline e analizza problemi sui quali si è concentrata la ricerca più recente: i diversi aspetti caratterizzanti «l'evento malattia» (che nell'antropologia medica anglosassone vengono espressi comunemente con i termini di disease, illness, disorder e sickness); i tratti caratteristici di figure terapeutiche quali il wadaad somalo, il dhali nepalese o il brujo messicano, come pure dei saperi da cui derivano le loro tecniche e le cui radici, differenze a parte, affondano nelle matrici mitiche e simboliche delle comunità nelle quali essi operano; le particolari teorie causali della malattia, dove modelli umorali di lontana origine vengono talvolta riplasmati dal gioco dei sincretismi e delle contaminazioni; rituali terapeutici come quello della possessione, che mettono in gioco non poche domande sullo statuto del «soggetto» nelle culture cosiddette tradizionali e che sono ancora vivissimi in molti paesi. L'inclusione da parte di Lanternari di un contributo della Monfouga-Nicolas a questo riguardo (concernente in particolare il culto bori del Niger) e d