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Claudia Piccardo, ricercatrice presso il Dipartimento di Psicologia dell'Università di Torino, pubblica questo saggio nella collana «Individuo Gruppo Organizzazione», diretta da Gian Piero Quaglino. Che cosa si cela dietro all'ennesimo lemma anglofono entrato nel lessico delle teorie dell'organizzazione? Nella accezione più sobria e manageriale empowerment «è un processo attraverso il quale il manager o il leader condivide il suo potere con i propri collaboratori» (p. 20). Nel corso degli anni, però, empowerment è diventato bandiera per una tendenza molto più importante; secondo alcuni autori esso renderebbe addirittura obsoleti i metodi di sviluppo organizzativo degli ultimi 100 anni. Nelle numerose definizioni riportate dall'autrice ricorrono alcuni concetti centrali: i membri di un'organizzazione si assumono responsabilità, tendono alla gestione autonoma del proprio destino, si impegnano in creatività ed ambizione; in breve, si tratta della promozione della crescita personale dei collaboratori, ovvero dell'introduzione della soggettività nelle scienze dell'organizzazione. Il saggio della Piccardo ripercorre le tappe storiche di questa concettualizzazione partendo dagli anni '40 di Kurt Lewin al Mit e ne evidenzia le articolazioni a livello di sviluppo dell'individuo e di sviluppo dell'organizzazione. Non a caso i concetti di empowerment prendono corpo ora nelle strategie aziendali della Qualità Totale, anch'essa pone al proprio centro un soggetto, il cliente, e nell'idea della learning organization la quale vede la formazione non più come processo di apprendimento per singoli operatori, ma come processo di cambiamento per tutta l'organizzazione. Se dovesse davvero capitare questa svolta, la psicoanalisi in quanto potente metodo di conoscenza del soggetto potrebbe vivere una nuova gioventù? (U.W.).