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Sembra esserci un equivoco di fondo, alla radice di questo rapido testo di Mario Farnè, che condanna qualunque potenziale lettore alla delusione, un equivoco forse già riecheggiato dalla primissima frase introduttiva: «Non voglio farla tanto lunga con parole che non interessano nessuno (chi mai legge le prefazioni dei libri?» (p. 7). Personalmente, leggo le prefazioni dei libri, nelle quali mi aspetto di trovare una delineazione dell'impianto del lavoro alla cui lettura mi sto accingendo (cosa che poi, per quanto succintamente, anche Farnè fa, dopo aver dichiarato di non volerlo fare). Ecco, proprio in questa non risolta doppiezza di intenti, lo scherzoso e lo scientifico, credo risieda l'equivoco di base di questo Guarir dal ridere.