You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
In una prospettiva neuropsicologica, lo studio del comportamento e dell'esperienza dei pazienti con danno cerebrale può fornire informazioni sulla natura dei moduli cognitivi indipendenti correlati al comportamento e alle esperienze normali, contribuendo a delineare una mappa all'interno di sistemi neurali specifici. Frith sostiene la necessità di un approccio cognitivo alla schizofrenia, e sottolinea l'opportunità di partire dall'analisi di segni e sintomi ad essa associabili, descrivendo le anomalie dei processi di elaborazione dell'informazione loro sottesi. I primi capitoli introducono concisamente nozioni essenziali sulla natura della schizofrenia, sulle possibili anomalie cerebrali ad essa collegabili, e sul problema del legame fra mente e cervello. Il testo entra poi nel merito di alcune delle manifestazioni schizofreniche più tipiche, quali i sintomi positivi e negativi, e dei relativi deficit cognitivi. Le peculiarità della comunicazione schizofrenica rimanderebbero a un disturbo nella consapevolezza di sé i cui segni e sintomi rientrano in tre principali gruppi di anomalie, riguardanti l'azione intenzionale, la capacità di autocontrollo e il controllo delle intenzioni altrui. L'ultima parte del libro esamina la possibilità di individuare un processo cognitivo unitario, definito come metarappresentazione, nel cui fallimento si riassumano le varie caratteristiche della schizofrenia. (P.G.B.)