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Una prospettiva cognitivo-evoluzionista sulla motivazione umana suggerisce che esistono, in ciascun individuo, molteplici sistemi motivazionali con base innata, capaci di regolare ciascuno una diversa forma di relazione interpersonale: la relazione basata sulla richiesta e offerta di cura (attaccamento/accudimento), la relazione competitiva, la relazione cooperativa e la relazione sessuale. Questi sistemi motivazionali operano come algoritmi innati per l'elaborazione di diversi tipi di informazione sociale. Alla luce di questa teoria, l'articolo esamina alcuni problemi nello studio della motivazione, posti dal coesistere, nella psicoanalisi contemporanea, di tre modelli teorici fondamentali: il modello classico, il modello delle relazioni oggettuali e la psicologia del Sé. Più che suggerire una gerarchizzazione dei processi motivazionali — tale che si debba poi scegliere se al vertice della gerarchia stiano sessualità ed aggressività (modello classico), relazionalità (modello delle relazioni oggettuali) o ricerca di coesione del Sé — la teoria cognitivo-evoluzionista propone l'idea di uno sviluppo ricorsivo di cui motivazioni innate, esperienza relazionale e costruzione «narrativa» del Sé sono fasi reciprocamente e continuamente intrecciantisi. Alla luce di questa teoria, una posizione costruttivista radicale, che neghi l'esistenza di norme motivazionali obiettive da perseguire nel corso della psicoterapia, appare insostenibile.