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Il tema fondamentale che percorre questo testo è lo studio dell'inconscio umano attraverso l'indagine sul sogno e sulla psicopatologia della psicosi. La teorizzazione viene affiancata da entrambi gli Autori con l'esposizione della loro prassi terapeutica basata sull'incontro con il paziente mediato da vettori transizionali particolari quali il sogno e il disegno terapeutico. Nel primo capitolo del libro Benedetti si occupa del sogno e delle sue principali funzioni: la memorizzazione, la simbolizzazione e la confrontazione, a proposito delle quali viene messa in luce l'antinomia mente-corpo che ha da sempre attraversato la psichiatria e la psicologia. Nel confronto fra neurofisiologia e psicologia Benedetti dimostra come queste discipline siano destinate a percorrere strade parallele che non si possono unificare, ma che vanno considerate piuttosto come osservazioni e acquisizioni basate su strumenti e linguaggi diversi; a questo proposito Benedetti afferma: «Ciò che mettiamo in luce attraverso l'esame psicologico concerne la conoscenza da parte del soggetto del suo modo di esistere; quello che afferriamo attraverso l'esame neurofisiologico del sogno è invece il funzionamento del nostro cervello». A questo punto la riflessione di Benedetti prosegue mantenendosi solo sul versante psicologico del fenomeno onirico, a proposito del quale vengono messi in discussione tre concetti psicoanalitici esposti da Freud nell'interpretazione dei sogni, cioè l'affermazione che lo scenario manifesto del sogno è secondario rispetto al contenuto latente; che è possibile l'oggettivazione dei simboli indipendentemente dall'interpretazione soggettiva; e, infine, che il principio di piacere e il desiderio sono gli elementi promotori del sogno. Benedetti ritiene che il contenuto manifesto abbia un'importanza assai più rilevante rispetto a quella attribuitagli