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Il testo tratta il tema degli adolescenti nella società contemporanea ed è frutto del lavoro di Stefano Pistolini, che di mestiere fa il giornalista. Qui l'Autore sembra assumere il ruolo di un free-lance della ricerca, che scende in campo in prima persona in qualità di osservatore e che, sporcandosi le mani nella materia bruta del suo lavoro, non scinde arbitrariamente momento operativo e teorico, ma vivifica l'interpretazione e la comprensione dei fenomeni col suo «essere in ricerca». Come intendere altrimenti questa affermazione che sembra motivare il suo lavoro: «Una volta al di fuori della generazione dei “giovani”, ho provato un'attrazione: sapere, ricostruire, analizzare, raccontare, spiegare. Questa è diventata la mia ossessione tematica e il leitmotiv della mia ricerca»? Lo scritto di Pistolini analizza l'area giovanile dei non allineati, di quanti si pongono in distonia con la società che li circonda. Sono gli irregolari che il sistema di produzione, promozione e circolazione non riesce ad avviluppare nelle spire dei prodotti che essi dovrebbero consumare secondo un programma integrato e pianificato. Gli adolescenti per la verità consumano molto, ma lo fanno con imprevedibilità nonostante l'industria cerchi di decodificare le loro sottoculture, di appropriarsi del potenziale creativo e di trasformarlo per restituirlo al segmento di mercato giovanile sotto forma di prodotto estetico. Ma, nonostante ciò, gli sprecati resistono e non consumano secondo gli andamenti previsti, facendo letteralmente impazzire gli strateghi del marketing. Al vuoto della cultura dominante rigurgitante di fast food e televisione una nuova gioventù accenna movimenti post-consumismo. È qui che inizia la ricerca di Pistolini, trasformata in un viaggio appassionante e coinvolgente nel mondo dei teen-ager non solo statunitensi, ma del «west» di tutto il mondo. Partendo dalla consapevolezza che i giovani sono il principale obiettivo del «mercato globale», gli strateghi operano per omogen