You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Chi la fa, l'aspetti. La validità di questo antico adagio sembra davvero immortale, e nel cangiante mondo delle idee bastano pochi anni perché alla generazione dei demolitori succeda quella dei demolitori dei demolitori. A questo fenomeno
pare che stiamo cominciando ad assistere anche nel campo della critica freudiana: se gli anni Ottanta sono stati il periodo della grande fioritura dei Freud-bashers (i «bastonatori» di Freud), l'immediata vigilia del nuovo millennio potrebbe invece introdurre la figura, inimmaginabile fino a pochissimo tempo fa, di qualche autore disposto a rileggere in termini riabilitativi vita e opere del padre della psicoanalisi. E proprio questa è l'operazione intrapresa da Paul Robinson, professore di storia dell'università di Stanford, che nel libro qui in esame passa al vaglio della sua rigorosa analisi l'opera di tre autori che hanno cercato di giungere a un ridimensionamento conclusivo della produzione freudiana e del valore della psicoanalisi. I tre testi e i tre autori oggetto della critica di Robinson sono Freud, biologo della psiche, di Frank Sulloway (del , pubblicato da Feltrinelli nel ), Assalto alla verità, di Jeffrey Masson (del , pubblicato da Mondadori) e l fondamenti della psicoanalisi, di Adolf Grünbaum (del , pubblicato da II Saggiatore nel ). L'opera di altri esuberanti Freud-bashers come Swales, Thornton o Crews, viene invece tralasciata da Robinson in ragione della minore sistematicità e completezza delle loro posizioni se paragonate con quelle dei tre autori da lui considerati.
L'ipotesi di Sulloway è semplice e i suoi fini di facile lettura: Freud non nasce come un fulmine a ciel sereno, ma è il risultato dell'influenza dei tanti altri scienziati attivi nel suo tempo. In primis, secondo Sulloway, Freud avrebbe un fondamentale debito nei confronti di Charles Darwin, e dunque la sua psicologia, lungi dall'essere una disciplina che si occupa del profondo, sarebbe di fatto una «criptobiologia». Lo stile di ragionamento di