You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
La questione dell'ethnos, quali che siano le radici storiche o simboliche, le espressioni istituzionali o lo statuto epistemico che si voglia attribuire a tale termine, attraversa campi del sapere diversi e con essi avvia l'inesorabilità di una riflessione interdisciplinare. Gli antropologi e gli etnologi, «specialisti» delle etnie, occupano ovviamente una posizione privilegiata per descriverne i contraddittori profili ed interrogarsi sulla genealogia di questa categoria. Il recente volume di Tullio-Altan, fra gli antropologi italiani che più hanno studiato gli aspetti storico-metodologici della loro disciplina e lo sviluppo della società italiana, propone una riflessione su ragioni, struttura e prospettive della «questione etnica». La sua ed altre recenti riflessioni su questa tema (penso ad esempio al volume curato dalla Maher, Questioni di etnicità, ) giungono particolarmente propizie, considerata la risonanza che esso ha assunto nella coscienza comune anche in seguito ad eventi drammatici che, dal Punjab al Corno d'Africa ai Balcani, ci hanno costretto a ri-considerarlo in tutte le sue dimensioni: ciò in anni dove non erano in pochi a pensarlo come un problema quasi estinto, in ragione della mondializzazione dei processi economici. La riflessione di Tullio-Altan disegna sin dalle origini e in contesti geo-culturali differenti il costituirsi delle identità etniche e l'affermarsi delle nazioni e degli stati moderni, ma il libro si rivela utile anche per coloro che, senza essere interessati a ricerche propriamente storiche o antropologiche, dovranno d'ora in avanti confrontarsi con tali aspetti. Il pensiero corre qui soprattutto a quanti agiscono nel dominio della salute mentale, al cui interno l'eco della «questione etnica» mostra caratteri peculiari che direttamente si riverberano su senso e strategie del lavoro clinico, introducendovi al tempo stesso non poche difficoltà ed aporie. Le doti di sintesi e la chiarezza alle quali è avvezzo chi abbia letto le precede