You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Robert Hinshelwood presenta questo volume come controparte clinica e necessario complemento della sua opera teorica, il Dizionario di psicoanalisi kleiniana (pubblicato in italiano da Cortina nel ). L'autore ritiene che vi sia, nella letteratura psicoanalitica, un eccesso di lavori teorici a scapito dell'interesse per la clinica. Si propone quindi, attraverso l'analisi di materiale clinico già pubblicato sia da Melanie Klein che da altri autori kleiniani, di mostrare come i concetti emergano a partire dal lavoro clinico. Il volume viene considerato dall'autore come un supporto alla Introduzione all'opera di Melanie Klein di Hanna Segai, ed è indirizzato anche a persone che per la prima volta si accostino al pensiero kleiniano. La lettura risulta facile, la sintesi del pensiero della Klein e degli altri autori è stimolante, l'approfondimento diretto, tramite gli scritti originali. Contrariamente alla Segai, che ha organizzato l'inquadramento dei concetti secondo lo sviluppo psicologico dell'individuo a partire dalla prima infanzia, Hinshelwood ha seguito l'ordine cronologico di comparsa dei vari contributi della Klein e degli altri autori kleiniani. Ne risulta un inquadramento storico dello sviluppo teorico che facilita il cogliere nessi e contraddizioni con la contemporanea elaborazione d'altra scuola e sopratutto con l'opera di Freud. Hinshelwood ci fa assistere all'emergere dell'interesse della Klein per la distruttività e le angosce che questa suscita, dal suo lavoro con i bambini. Evidenzia come la Klein abbia inventato un modo psicoanalitico di utilizzo della tecnica del gioco, come abbia cominciato a mettersi in rapporto diretto col transfert negativo dei bambini e a dare interpretazioni immediate e profonde, sin dall'inizio dell'analisi, ottenendo una riduzione