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La riflessione sui cambiamenti all'interno del binomio individuo-famiglia, avvenuti durante quest'ultimo trentennio nella società italiana, ha indotto un gruppo di studiose bolognesi, coordinate dal prof. C. Cipolla, a interrogarsi sulle cause e i motivi che hanno determinato il fenomeno del «single al femminile». Nell'intento di individuare le tendenze e i comportamenti di uno specifico soggetto sociale - la «donna che vive da sola» - il «gruppo Cipolla» ha dato avvio ad una ricerca triennale che si è conclusa con la pubblicazione di Femminile al singolare. La crescita progressiva delle «famiglie unipersonali» che negli anni '80 si attestava, secondo l'Istat, intorno al 18% del totale delle famiglie di tipo coniugale, ha reso necessaria, in primis, una riflessione sui meccanismi relazionali in cui si interstizia la vita quotidiana delle single e, in secondo luogo, una analisi prospettica dei modelli culturali e dei modi di autorappresentarsi delle donne che hanno rinunciato ai punti di riferimento classici dell'identità femminile. L'interrogativo, che emerge dalla consapevolezza della eterogeneità dei percorsi biografici delle donne, riguarda la stessa identità femminile e la possibilità di un'analisi di quelle che è possibile identificare come nuove identità emergenti. Ciò pone in luce la sostanziale dissonanza tra i sistemi normativi vigenti e i sistemi cognitivo-comportamentali dei singoli soggetti. Inoltre, la frammentarietà delle esperienze di vita, l'ampliarsi dell'orizzonte semantico individualizzato e la crescita dei role-involement sociali determina lo svincolarsi della donna dei nostri giorni dalla sistematizzazione dei ruoli precodificati e l'autostrutturazione di una coscienza collettiva svincolata da modelli predefiniti. Donne - quelle descritte dalle autrici - «immerse in una società caratterizzata dalla flessibilità dei riferimento culturali generalizzati, che sperimentano la possibilità di strutturare un'identità sganciata dai determinismi sociali c