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Nella primavera del 1925 Elena F., giovane pianista venticinquenne, entra nella clinica milanese diretta da Besta e vi incontra il dottor Morselli, laureatosi l'anno prima. Elena presenta sintomi complessi che fanno pensare subito ad una grave dissociazione, e la questione diagnostica, con le categorie di isteria (da Janet a Freud) da un lato e di schizofrenia (Bleuler) dall'altro, fanno da sfondo a quello che si profila sin da subito anche come la storia del rapporto fra un medico, ostinato nella sua volontà di guarire quanto diffidente verso facili schematismi nosografici, e una paziente che, con le sue domande e i suoi disturbi,