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La psicoanalisi non è in grado di spiegare la violenza presente nella societá contemporanea e in particolare la nascita del nazismo, perché gli analisti, secondo l'autore, non si sono accostati al «problema religioso», che è il problema del nostro tempo. In termini psicoanalitici, il problema religioso è quello delle passioni represse, la cui irriducibile natura si manifesta nel ritorno del rimosso. L'autore vede inoltre nella famiglia nucleare biologica, per il modo in cui essa è strutturata, una minaccia mortale per la societá umana: la famiglia diviene il luogo di produzione della pulsione di morte, della violenza mortale. Secondo l'autore, occorre dunque modificare lo schema di socializzazione umano e superare l'attuale condizione di chiusura della vita affettiva.