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Colwyn Trevarthen insegna psicologia infantile e psicobiologia all'Universitá di Edimburgo ed è noto per le ricerche sulle prime forme di comunicazione tra madre e neonato, che costituiscono il protolinguaggio. In questo libro propone, con tre coautori, una visione dell'autismo che tiene conto delle recenti scoperte in campo neurobiologico e neuropsicologico. L'autismo è considerato una condizione patologica che si manifesta prevalentemente nel secondo anno a partire da anomalie dei sistemi cerebrali implicati nella motivazione e nell'apprendimento sociale, e interferisce con lo sviluppo dell'intersoggettivitá fin dai primi mesi di vita. Secondo questo modello, il disturbo della cognizione e del linguaggio è secondario e deriva dal mancato sviluppo del sistema interattivo prelinguistico innato. Vengono presentati e ampiamente discussi i notevoli problemi diagnostici che questo grave disturbo implica, soprattutto riguardo alla diagnosi precoce e a quella differenziale. Sono poi descritte tutte le opzioni terapeutiche attualmente disponibili. È innegabile l'utilitá, in molti casi, di un trattamento farmacologico mirato, anche se la convinzione di poter trovare un rimedio «magico», che escluda altre forme di trattamento, è illusoria. A conclusione del volume, vengono proposte due esperienze di cura che mirano a favorire l'emergenza e lo sviluppo della comunicazione emozionale: la musicoterapia, condotta in un istituto di Londra (Robarts) e la terapia orientata psicoanaliticamente all'interno di un giardino d'infanzia terapeutico ad Atene (Papoudi). Gli interventi terapeutici saranno tanto più efficaci quanto più tempestivi e rispettosi della complessitá del disturbo: in altre parole, dopo una diagnosi accurata, è necessario predisporre un piano di intervento su diversi livelli, farmacologico, psicologico, riabilitativo, che tenga in considerazione anche la famiglia, senza preclusioni aprioristiche. Ciò che non può mai mancare, in accordo con il modello illustrato, è un