You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
In questo libro, Steiner si propone di mettere a fuoco una particolare organizzazione patologica della personalitá, caratterizzata dalla creazione di uno spazio
mentale chiamato, appunto, «rifugio della mente», osservabile in un gruppo di pazienti «difficili», con i quali l'analisi tende a diventare «ripetitiva, statica e sterile». Il «rifugio della mente» consiste in un luogo psichico dove questi pazienti fuggono, interrompendo ogni contatto esterno, quando le istanze della realtá diventano insopportabilmente dolorose sia in senso persecutorio che in senso depressivo. È facile capire come l'Autore utilizzi nel suo lavoro, sia clinico che teorico, la teoria kleiniana, all'interno della quale introduce questo suo contributo originale. Così, alla ben conosciuta relazione fra posizione schizo-paranoide e posizione depressiva, PS ↔ D, viene aggiunta, come una sorta di terza dimensione, la posizione «rifugio della mente»:
Dopo questo iniziale inquadramento teorico, supportato da numerosi esempi clinici, viene proposta una rassegna della letteratura attinente, riguardante, in particolare, le relazioni oggettuali narcisistiche e le organizzazioni patologiche della personalitá. Nei capitoli successivi, utilizzando ulteriore materiale clinico, viene evidenziato come il «rifugio della mente» si presenti ed entri in azione in alcune specifiche organizzazioni psicopatologiche: l'organizzazione psicotica, il rancore e il desiderio di vendetta, le perversioni. Nell'ultimo capitolo vengono affrontati alcuni problemi di tecnica, in particolare di tecnica dell'interpretazione, che si presentano in quei pazienti dominati da una organizzazione della personalitá tipo «rifugio della mente». (D.S.).