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Il volume è il risultato dell'esperienza di un gruppo di lavoro di operatori appartenenti al Servizio di Salute Mentale di Reggio Emilia. Gli autori presentano il modello di riferimento teorico utilizzato dalla loro équipe per il trattamento di pazienti affetti da patologia psichiatrica grave. Scopi e limiti di tale modello sono evidenziati, posti in discussione, presi come spunto per ulteriore dibattito. Centrale è il rapporto medico-paziente, «area privilegiata di scambi emotivi e cognitivi» caratterizzata dal tentativo di comprendere quanto viene comunicato. La presa in carico trascende l'evidenziazione del sintomo e avviene in una relazione emotiva in cui emerge il tentativo di accedere al mondo del paziente. Il lavoro dell'équipe si delinea con chiarezza nelle sue modalitá sia decisionali che operative con particolare rilevanza alle dinamiche conflittuali degli operatori stessi. La descrizione puntuale e accurata della ricerca del contatto emotivo con il paziente e del continuo sforzo di mantenerlo, permette al lettore la condivisione razionale ed emotiva di problematiche, interrogativi e risultati. Alcuni casi clinici sono portati ad esemplificazione. L'attenzione è centrata sul paziente anche quando il problema contingente riguarda l'équipe o uno dei suoi membri, il contesto familiare, le esigenze della struttura. Il problema del paziente viene individuato alla luce di quanto emerge dai dati dell'osservazione nell'ambito di una relazione caratterizzata dall'esperienza del «rispecchiamento empatico». L'interesse per quanto pensa il paziente sia della propria storia, che della storia della propria famiglia e del rapporto con la struttura terapeutica, consente l'avvio e il mantenimento di un progetto terapeutico relativamente libero dai condizionamenti legati alle altrui aspettative. Il progetto terapeutico, fondato su una «concezione processuale dell'esistenza umana», tiene conto delle spinte evolutive, degli arresti e delle regressioni, con attenzione ad evita