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Un'impresa davvero impressionante questo Dictionnaire di Roudinesco e Plön. Innanzitutto per la sua mole: 600 voci distribuite in circa 1200 pagine. La Roudinesco, massima storica francese della psicoanalisi, ci ha del resto abituati a queste misure: 1500 pagine della sua Histoire de la psychanalyse en France (Fayard), 730 pagine del suo Jacques Lacan (tradotto da Raffaello Cortina). Ma la Roudinesco è a suo agio nella dialettica hegeliana che trasforma la quantità in qualità. Stupisce anzi che due sole persone siano state in grado di compilare questa massa di informazioni nel giro di pochissimi anni. È possibile così che questo Dizionario, già un grande successo in Francia, diventi uno di quei testi «obbligatori» negli scaffali di qualsiasi analista colto, come le Opere Complete di Freud, un'edizione dell'Expo Re di Sofocle, o il DSM. È impressionante la sua ambizione di cercare di far entrare tutto quel che riguarda la psicoanalisi: i suoi concetti fondamentali (come nel celeberrimo Vocabulaire di Laplanche e Pontalis) e i suoi protagonisti maggiori (solo i morti sono voci a sé stanti). Ma vi si trovano in ordine alfabetico anche le 23 opere principali di Freud (compresi gli Studi sull'isteria, scritti con Breuer), lo «stato dell'arte» nei 23 paesi del mondo in cui la psicoanalisi si è impiantata, le associazioni psicoanalitiche più importanti, le entità psicopatologiche che la psicoanalisi ha creato o trasformato, le discipline che essa ha investito ecc. Vi si trovano i casi principali su cui la psicoanalisi ha costruito il suo metodo clinico, anche se i «casi» sono elencati non sotto il nome con cui sono celebri, ma sotto il loro nome reale: ad esempio, si cercherà invano «uomo dei topi», lo si troverà invece sotto «Lanzer, Ernst ». Ma quanti sanno che l'ossessivo più celebre della psicoanalisi si chiamava Lanzer?