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L'autore prende le mosse della sua ricostruzione di uno dei primi casi di Freud, curati con «metodo catartico» - quello di Elisabeth von R. - per affrontare alcune questioni cruciali connesse al concetto stesso di «interpretazione» in psicoanalisi. Tenendo conto delle critiche avanzate da filosofi di varie tendenze (sia ermeneutici che realisti) alla validità dell'interpretazione psicoanalitica, l'A. analizza una serie di esempi concreti - alcuni appartenenti anche alla vita quotidiana - in cui la capacità di interpretare (in un senso vicino a quello psicoanalitico) risulta indispensabile per poter cogliere una realtà umana. Riformula quindi la funzione e l'essenza dell'interpretazione centrandola attorno al concetto di «reale»; la validità dell'atto interpretativo analitico deriva non dalla profondità di senso che esso comporterebbe, ma piuttosto dalla capacità di un'interpretazione di affrontare qualcosa dell'ordine del reale.