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L'autore esamina un caso clinico di Esquirol, che rappresenta la prima descrizione nella letteratura psichiatrica di un disturbo ossessivo-compulsivo. Prendendo lo spunto dal caso clinico, sviluppa alcune riflessioni sulla continuità tra ossessione e delirio, facendo prevalentemente riferimento all'indirizzo antropofenomenologico. L'autore sottolinea quel versante psicotico del disturbo che sembra restituire attualità alla diagnosi esquiroliana di «delirio parziale».