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Questo volume esce per i tipi italiani della francese «L'Harmattan», editrice attiva a Torino dal '95 con testi volti a promuovere la conoscenza dei problemi
interculturali e transculturali. Il catalogo comprende studi di scienze sociali, saggi e opere letterarie di area africana, araba, asiatica e dell'America latina. Curato da Roberto Beneduce, il volume si inserisce in una collana (diretta dallo stesso Beneduce insieme con Littlewood, Severi e Seppilli) che accoglie studi sulle diverse dimensioni della salute e della malattia in contesti culturali, storici e biologici differenti. Alle ricerche più propriamente etno-psichiatriche e di antropologia medica, la collana intende affiancare le voci degli «attori materiali dei processi e dei conflitti che si generano nella difesa della salute o nell'affrontarsi dei diversi sistemi di cura e delle differenti ideologie della malattie». Il volume in questione, senza trascurare le difficoltà metodologiche di ordine teorico e pratico, esplora alcune di queste pratiche e dei loro simboli, con particolare attenzione ai problemi della follia e della morte, e ne fornisce delle esemplificazioni mettendo in scena guaritori e indovini dell'Africa Occidentale, sciamani del Tibet, curatori amerindi, sino ai gruppi religiosi del nostro Meridione. I contributi raccolti, oltre a quelli iniziale e finale di Beneduce (dimensioni antropologiche della cura, trattamenti tradizionali dei disturbi mentali nell'Africa occidentale, quest'ultimo in francese), vedono all'opera Carlo Severi (le rappresentazioni del Bianco nella tradizione sciamanica cuna), Piero Coppo e Rosalba Piazza (interazioni tra sistemi di cura in Mali e Guatemala), René Collignon (difficoltà di relazione terapeutica verbale nell'Africa coloniale; testo in francese), Vittorio Lanternari (aporie classificatorie), Romano Mastromattei (Nepal: una seduta sciamanica condotta da una donna; testo in inglese), Maria Luisa Ciminelli (metafore e sistema salute/malattia nella lingua ba