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I recenti studi su Gall hanno portato a una «inattesa» rivalutazione del personaggio. La sua importanza non è tanto legata alla frenologia, di cui è stato fondatore, ma alla originale concezione che ne è alla base, precorritrice – siamo nel Settecento – di istanze tuttora attuali e di sviluppi disciplinari nuovi. Gall si situa infatti «a un importante crocevia scientifico. Un crocevia dove il progetto di correlare la mente al cervello, correlando empiricamente ogni funzione psichica a una determinata area corticale, unito al suggestivo abbozzo di una concezione psicologica della personalità in cui si può già riconoscere un'anticipazione di alcune moderne teorie delle differenze individuali, s'intreccia però con il persistente retaggio dell'antica tradizione fisiognomica e con la pseudoscientifica applicazione di dubbie tecniche cranioscopiche finalizzate a dedurre la localizzazione delle facoltà psichiche» (p. 14). Preceduti da un'Introduzione dei curatori, vengono presentati diciotto saggi, dal 1915 ad oggi, già pubblicati in volume o su riviste specialistiche di psichiatria, psicologia, storia della medicina, critica della scienza,