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I «quaderni di letteratura per l'infanzia» giungono alla loro terza uscita, dopo il volume dedicato alle «Finzioni di fine secolo» e quello su «Adolescenza» (v. recensione su Psicoter. Sc. Um., n. 2, ). In questo terzo volume, il filo conduttore che fa da protagonista è la «diversità», studiata nelle svariate manifestazioni in cui essa compare, nei molteplici significati di cui può essere dotata e nelle diverse prospettive in cui può essere letta. Come i volumi precedenti, anche questo si compone di una serie di saggi in cui gli autori si concentrano su alcuni aspetti aventi a che fare col tema della diversità. Antonio Faeti e Giorgia Grilli si occupano di due fiabe (di Emma Parodi e di Oscar Wilde) la cui vicenda è centrata sui destini di una figura mostruosa e di un nano deforme. Nel saggio di Milena Bernardi, i protagonisti sono il dickensiano Oliver Twist e la Sirenetta di Andersen, e l'oggetto delle considerazioni dell'autrice è la manifestazione della malattia fisica nel bambino e il senso di diversità che ne deriva. Emy Beseghi si occupa del muto protagonista infantile dell'ultimo romanzo di Margaret Mahy, mentre Mirca Casella entra in pieno nella discussione del tema dell'handicap col suo saggio sull'orco che appare ne Il re degli ontani di Tournier. Maria Bosio passa in rassegna la diversità così come viene descritta nelle figure proposte dal mondo della celluloide, mentre Matteo Baraldi offre un vero e proprio percorso storico nell'universo della teratologia, partendo dai mostri dell'immaginario medievale e dagli studi cinquecenteschi di Ulisse Aldrovandi. Infine, con Stefania Prestopino entriamo in contatto con il tema della mostruosità/diversità così come viene descritto dagli autori dei fumetti. (F.B.)