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L'autore propone una nuova visione storica dello sfondo culturale da cui emerge l'opera di Freud, a partire dalla rivalutazione della dimensione neuro-pediatrica della formazione di Freud. Fino a quel momento, erano i pediatri i depositari del sapere relativo ai disturbi nervosi e psichici dell'età infantile, ma proprio in quegli anni le nevrosi e le psicosi infantili iniziano a diventare l'oggetto dell'interesse degli psichiatri. Nel corso del suo viaggio di studi del 1885-86, Freud si rivolge a un pediatra per una breve formazione sui disturbi nervosi infantili ed entra in contatto con le nuove idee psichiatriche. Egli è dunque un neurologo che si trova a cavallo tra due saperi, quello pediatrico e quello psichiatrico, i quali sono, in quegli anni, portatori di due visioni opposte del bambino.