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, Psicoanalisti in azione. (Ed. orig., Psychoanalysts Talk. New York e Londra: The Guilford Press). Trad. di . Roma: Astrolabio, 1996, pp. 444, lit. 52.000.
L'esigenza di comprendere meglio come (e se) funzionano le terapie psicologiche permane molto alta tra le file degli addetti ai lavori; e proprio la pressione di tale esigenza sembra responsabile dell'attuale fioritura di pubblicazioni che cercano di esaminare dall'interno, cioè partendo dalla stanza dell'analisi, potenzialità e limiti dello strumento psicoterapeutico. In questo filone, pur con caratteristiche diverse, si iscrivono anche i due testi che vengono qui commentati.
La prima originalità del libro di Piccini e Bavestrello è quella di essere l'opera di due autori italiani: i lavori di ricerca di questo tipo, infatti, non sono certo numerosi nel nostro panorama nazionale. L'idea attorno alla quale nasce e si sviluppa la loro fatica è semplice: essi pensano di poter arrivare a capire qualcosa sui fattori terapeutici della psicoterapia partendo dall'analisi delle terapie che si concludono con un insuccesso. Per far questo, si sono rivolti a undici clinici esperti, chiedendo loro di presentare uno spaccato di materiale clinico relativo a un caso che fosse considerabile come un insuccesso. Progetto chiaro, idea originale, indicazioni dirette: è proprio in ragione di queste buone intenzioni di partenza che dispiace dover dire che il risultato è deludente; proviamo a vedere perché. Il primo grande limite di questo testo pare ascrivibile agli autori: mi sto riferendo alla fondamentale debolezza dello sviluppo dell'impianto metodologico operato da Piccini e Bavestrello. La loro idea di base finisce infatti per arenarsi quasi subito nelle acque assai poco profonde in cui essi la fanno navigare. La