You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Il volume prende il titolo da un Convegno tenutosi a Chiavari (Genova) nel 1995 con lo scopo «di tornare a valorizzare l'uomo e la sua ricerca nel valore e nel limite che gli è proprio». Promosso dal Comune e dall'Assessorato alla Cultura, gestito da psicoanalisti, l'incontro ha voluto mettere a confronto psicoanalisi, filosofia e antropologia sulle cause e i paradossi alla base del malessere
odierno. Due filosofi (Perlini, Severino), un antropologo (Salsa) e, in grande maggioranza, psicoanalisti (Mancia, Migliorati, Amati Mehler, Vegetti Finzi, Panepucci, Mitscherlich Nielsen, Maisetti, Longhin, Zoja, Vitolo, R. Rossi, Gullotta, N. Neri) si sono cimentati nella critica all'attuale società tecnologica: ruolizzazione della vita, alterazione dei rapporti umani, impoverimento dei valori interiori dell'individuo, perdita del senso dell'esistenza. Fra le sedici relazioni presentate, alcune hanno toccato risvolti più settoriali quali l'identità di genere, le tecniche procreative, le tossicodipendenze, l'applicazione della giustizia sino a comprendere due «biografie esemplari» - del fisico Pauli e della prigioniera dei lager Etti Hillesum - in controtendenza, secondo i loro autori, con quanto sembrerebbero essere oggi il costume e la sensibilità vigenti. Nell'Introduzione, uno sforzo notevole e riuscito di metter ordine fra argomenti e contributi eterogenei, Teresa Corsi Piacentini individua quattro temi centrali in base ai quali si è articolato il dibattito e mostra le convergenze e le complementarità fra punti di vista e metodi diversi, illustrando i singoli contributi con interessanti accostamenti e richiami. Qui si è preferito sottolineare le divergenze e le incongruenze che sembrano emergere nei quattro temi trattati.
Fra questi, il primo - «l'uomo di fronte alla società tecnologica» - è stato trattato come un generico cahier de doléance del mondo moderno: la spinta all'efficienza insita nella tecnologia fa perdere di vista i fini umani a cui dovrebbe essere subordin