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Il testo qui presentato è una delle tante risposte che Freud ha sollecitato in relazione alla sua identità di ebreo ed al rapporto intercorso con la cultura e la tradizione ebraiche viste alla luce dell'interpretazione psicoanalitica. Yosef Hayim Yerushalmi, che è professore di Storia e Cultura Ebraica alla Columbia University, si misura qui con l'ultima fatica di Freud: L'uomo Mosé e la religione monoteistica. Il confronto-scontro che ne nasce è quasi una resa di conti che si consuma su un testo (L'uomo Mosé) che Freud stesso aveva definito «una ballerina in equilibrio sulla punta di un piede». La posta in gioco è l'imperiosa tradizione ebraica che lega in una triade popolo, eroe nazionale e religione. Questo testo affascinante e avvincente, col quale l'autore ha vinto il National Jewish Book Arward 1992, nasce da un gruppo di ricerca per lo studio psicoanalitico dell'antisemitismo. Il gruppo, composto oltre che dall'autore, da quindici psicoanalisti - tra cui J. Arlow - ha svolto un lavoro continuativo scandito con riunioni mensili per dieci anni.
Nella premessa l'autore specifica che ha affrontato lo studio sistematico in tedesco dell'opera di Freud poiché la Standard Edition, cioè la traduzione di J. Strachey per il mondo anglofono, è spesso fuorviarne. Il traduttore italiano