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Il volume si inserisce nel progetto di ricerca promosso da tre Centri di Firenze che si occupano rispettivamente della storia delle malattie mentali (dir. E. Stumpo), della sanità fiorentina (dir. E. Ghidetti) e della storia e filosofia della scienza (dir. A. Pagnini). La raccolta, curata da Dini su testi di medicina che vanno dalla fine del '500 al '700, tende a mettere a fuoco, con successo, quel momento di passaggio che precede la nascita ufficiale della psichiatria quando, pur mantenendo in vita le teorie umorali classiche, il pensiero medico si apre al naturalismo e pone così le basi di un nuovo metodo di approccio alla malattia fisica e mentale. Al centro del dibattito dell'epoca è il nodo del nesso tra anima e corpo, tra affetti e manifestazioni cliniche, tra turbe mentali e correlati fisici. La melanconia e le altre forme di follia sono descritte per costruire quadri nosologici utili ad articolare un discorso sulle facoltà della psiche la quale, da questo momento in poi, inizia a essere vista in maniera sempre più differenziata. Con l'abbandono delle classificazioni confusive ereditate acriticamente dagli Antichi si arricchiscono altresì le teorie della mente e si indicano prospettive che verranno percorse