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Dusty Miller propone un importante tassello alla comprensione delle dinamiche psicologiche che stanno alla base dei comportamenti autolesionisti. Attraverso la storia, familiare e clinica, di quattro pazienti, l'autrice indaga lo stretto legame
che intercorre tra il trauma infantile, caratterizzato da ogni sorta di abuso e i comportamenti autolesionisti che le vittime continuano ad infliggersi. Sono storie queste di vergogna e di angoscia nelle quali le donne si fanno male come conseguenza di traumi interpersonali o familiari vissuti nell'infanzia, rimettendo in atto la violenza che fu fatta a loro da bambine e dimostrando così continuamente a se stesse di non sapersi proteggere dal male come nessuno seppe proteggerle da piccole. Si tratta di quella che l'autrice definisce Sindrome da rimessa in atto del trauma (Trs), dove l'autolesione diviene la forma di rimessa in atto, fisica e psicologica, dei traumi infantili. Le donne affette dalla Sindrome da rimessa in atto del trauma si contraddistinguono dalle altre pazienti con abitudini autolesioniste per quattro caratteristiche principali: la sensazione di essere in guerra col proprio corpo, la segretezza come principio organizzativo della vita, l'incapacità di proteggere se stesse spesso evidenziata da un certo tipo di frammentazione dell'Io ed infine i rapporti umani in cui la lotta per il controllo cancella ogni altro elemento. Dopo un'analisi critica delle diverse classificazioni diagnostiche che non comprendono appieno le dinamiche psicologiche delle donne affette dalla sindrome da rimessa in atto del trauma, l'autrice propone nella seconda parte del libro un «Viaggio» verso la guarigione. Viene quindi illustrato come i vari approcci terapeutici attualmente usati possano integrarsi in un modello più efficace: comprendendo sia la storia in cui ha origine il comportamento autolesivo sia il contesto che lo perpetua, le donne Trs possono aiutare se stesse a ottimizzare il trattamento e quindi a conseguire una guarig