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In questo libro Clarkin e Lenzenweger, dopo un lungo capitolo introduttivo intitolato «I disturbi di personalità: storia, classificazione, ricerca», presentano cinque teorie sui disturbi di personalità di cui oggi si parla molto in psichiatria e psicologia della personalità. Le cinque teorie scelte dai curatori sono le seguenti: la teoria cognitiva di Aaron Beck (trattata da Pretzer e dallo stesso Beck), che prevede la correzione degli «schemi cognitivi» e dei «pensieri automatici» attivati da determinati stimoli; la teoria psicoanalitica di Otto Kernberg (trattata dallo stesso Kernberg), basata sul concetto di «struttura» o «organizzazione» di personalità (nevrotica, borderline e psicotica), arricchita anche dall'esposizione della sua tecnica psicoterapeutica per i pazienti borderline basata sulla rigorosa instaurazione di un contratto terapeutico e su continui interventi di chiarificazione, confrontazione e interpretazione prevalentemente sull'hic et nunc; la teoria interpersonale di Lorna S. Benjamin (trattata dalla stessa Benjamin), che espone il modello «quadrante» della Structural Analysis of Social Behavior (Sasb), una complessa teoria, originariamente concepita da Timoty Leary e poi perfezionata da vari autori, basata sulla interazione simultanea di due assi che si incrociano al centro di un cerchio (nell'asse verticale vi è Indipendenza o Autonomia in alto, e Dipendenza o Coinvolgimento in basso, mentre nell'asse orizzontale vi è Deaffiliazione o Rabbia/Repulsione a sinistra e Affiliazione o Avvicinamento/Piacere a destra - la mescolanza e l'intensità di questi tratti producono varie configurazioni, anche visive, di personalità); la teoria evolutiva di Theodor Millon (trattata dallo stesso Millon), esposta in un capitolo molto lungo e dettagliato in cui presenta anche le sue varie scale di valutazione (Millon è una figura molto influente che ebbe un ruolo di primo piano nella costruzione dell'asse II del DSM-III); e infine la teoria neurobiologica della per