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L'autore approfondisce il tema del corpo attraverso l'approccio fenomenologico, assegnando dignità di studio ad un livello di realtà, quello dei vissuti individuali,
spesso messo in ombra da altri approcci, e valorizzando un atteggiamento per descrivere il quale si rifa a ciò che Blumenberg ha definito come pensosità. L'autore introduce concetti della scuola psicoanalitica e fa largo uso dell'analisi di testi secondo un approccio di tipo strutturale, collegando, quindi, la psicologia fenomenologica con altre scuole psicologiche, in particolare con la psicologia clinica e con le discipline ermeneutiche, offrendo la riflessione sui vissuti come una inesauribile fonte da cui trarre la conoscenza di sé e delle relazioni interpersonali nei contesti più vari. La prima parte del libro è dedicata a problemi metodologici legati alla osservazione-descrizione dei fenomeni psichici, mentre la seconda parte del testo, ispirata al lavoro di Kurt Lewin, evidenzia i problemi metodologici della dinamica psicologica. Il corpo si impone, a seconda delle situazioni, sotto diversi aspetti: ora è la forma, ora sono le emozioni, i bisogni, le cosiddette passioni ad emergere. Benché tra loro interconnessi i due aspetti possono essere distinti in «corpo-immagine» e «corpo delle passioni». Col termine corpo in genere non copriamo tutti i vissuti che ci riguardano, ma denotiamo una parte, una regione di una totalità più ampia; l'Io fenomenico a cui ci riferiamo quando diciamo «io mi sento…». E possibile tracciare dei confini tra questa regione e la totalità a cui appartiene? Quali tipi di connessioni esistono tra la regione del corpo e l'immagine globale che uno ha di sé? Il tema del vissuto del corpo viene affrontato senza separare artificialmente gli aspetti cosiddetti cognitivi da quelli affettivi tra loro inscindibili. L'uso e l'analisi dei testi letterari proposti, quali Pirandello, Wilde, Sofocle, risponde esattamente a questa prospettiva di studio unitaria che supera la frammentazio