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Il libro è l'ampliamento di un saggio pubblicato nel 1987, che allora constava di un centinaio di pagine. Al centro, l'analisi dei significati polivalenti «dei due
codici cromatici fondamentali: quello «primario» e arcaico, formato dai colori bianco-rosso-nero, e quello «secondario» (in senso cronologico ma non di importanza) formato dai verde-blu, intorno ai quali si intrecciano simboli, affetti, emozioni, riflesso ed espressione delle organizzazioni culturali da cui emanano. Il sommario riproduce il «viaggio» nella cultura, nella letteratura e nell'arte dell'autrice, a sua volta artista, oltre che psicoanalista, e comprende i seguenti capitoli e sottocapitoli: 1) Il colore metafora di affetti (Corrispondenze e contrappunti, Il colore arte della memoria, Nello scrigno dell'arcobaleno); 2) Bianco-rosso-nero: i colori del corpo e dell'immaginario (Il cromatismo antico: teorie e miti del colore, I colori «iniziatici», Il colore figura dell'immaginario, Epifanie simboliche); 3) Verde-azzurro: i colori della lontananza (Verdi cosmogonie, La parola azzurra, Il fiore azzurro, I «cieli mistici» di Ravenna; 4) Presenza e assenza: astrazione e empatia del colore (Tra presenza e assenza, Astrazione ed empatia); L'Appendice si occupa della «musicalità cromatica» del Pontormo attraverso l'analisi dei «significanti colore» nella «Deposizione di Santa Felicita». L'apparato di dotte citazioni, prevalentemente tratte dalle tradizioni letterarie di vari paesi (brani, inni, canti e via dicendo: da Cielo d'Alcamo alle Elegie Tolteche) e il commento delle stesse, costituiscono la parte preponderante del testo, configurando un percorso mentale del tutto personale da parte dell'autrice. La vasta bibliografia è costituita prevalentemente da queste voci, piuttosto che da quelle degli studi di discipline che più specificamente trattano significati, usi e simboli del colore, i quali, quando citati, vengono scarsamente utilizzati. (AM.)